Da Cartongesso a Ratatuja: il Nordest e il paesaggio dimenticato. Dialogo tra Raffaella Calandra e Francesco Mano. Trento, 3 marzo, Muse

4.3.2017: la Parisiana approda a Torino. Maino con Brusò, Mantelli, Maschietto al Circolo dei Lettori.

La nostra sventura presente, il fatto di non sapere chi siamo, il fatto di aver perduto per sempre una lingua franca, il fatto che la lingua sia adoperata per negoziare merdoso mangime per gatti in orrendi contenitori di plasticona, il fatto d'aver annientato i professori, il fatto d'aver abrogato le parole: terra, acqua, poiché terra e acqua son diventate: cola e territori...

La sinistra in pasta kataifi e/o nel letto di crema di mais tace e si tace... è distrutta dal nervosismo delle borse, dei crediti deteriorati, delle app, degli endorsement, dei premi-fedeltà... [La notte di Argo]

Suggerisco la lettura del Professor Euripide, è l'Eracle del 423 a.C., è stato scritto per ognuno di noi, per quando gli Dei né buoni né pessimi, vengono a batter cassa, violentissimi, senza un perché, vengono a battere gli scuri nel cuore demente della notte

.. l'europa della sicurezza, della NATO, del Patto Atlantico, l'europa di: eh, mah, con la Grecia (di Licurgo) ci vuole il rigore...! che quelli vanno avanti tre vite a bere il caffè greco nelle taverne ove si balla il συρτάκι, l'europa di: ma scherziamo? almeno una volta “bisogna” andare un fine a Parigi...!

Un uomo-nero, ventenne che non voleva andare a comandare, solo possedere per un momento un'idea di speranza [La morte a Venezia]

... Non già candida, fine, omerica rena, ma tavolini riciclati (eco-sostenibili...?) in bigio plasticone, giunti via volo umanitario (low-cost), dall'Italia del Partito Demodrastico...

(La Sinistra Polinesiana)

Un nuovo fascismo astorico, con marmellata bio, sauna finnica, dressage, legna tagliata all'alba, il che fa parte della vacanza-emozionale-esperienziale del turista sigfrido, eppoi tonno in vasetto, etto di pecorino delle Calabbrie con latte in polvere del Brennero... [UBER ALLES]

La Parisiana al Benicio Live Gigs (Montello, Treviso) - 19 marzo 2017

niente, non voglio niente, non stavo pensando a niente, non prendo niente, non mi piace niente di quello che avete, di quello che fate, di come mi parlate, di come vi parlate, non è colpa vostra, non è colpa sua signorina, non è colpa di nessuno, vorrei solo sapere dove si trova Lampedusa, ho sbagliato luogo [I primi attimi delle parole]

Dopo aver mietuto nel cuore mio il dolore nei versi di A. Panagοulis, poeta-partigiano greco, imprigionato y torturato dalla merdosa giunta dei colonnelli, che scrisse, leggo, in isolamento, i versi del suo sangue martire, e non scherzo...! sangue-inchiostro sulle garze dalle ferite dopo i pestaggi della pula-politica, piango per la concava nave di Telemaco, figlio del divino Odisseo, salpata da Itaca cinta dal mare (glauco), piango per la partenza verso la bianca rena di Pilo, con i bigi promontori dei dogi, quelli sì, memorabili, non meno, per l'amore di Dio, delle policentriche Valdobbiadene e Conegliano (D.O.C.G.)...

Non è questo più il luogo della mia scrittura, qualunque essa sia, il sito delle mie parole dimagrite, quello che è stato è stato, quello che ho fatto ho fatto, giudicherete voi, là fuori, per chi vorrà, uno, diecimila, Nessuno nell'antro del Ciclope, col palo d'olivo nell'occhio single...

I mille Ulissi-Odissei in serie dell'attuale sinistra vintage non sono eroi, mai lo saranno, manco ci assomigliano

La brezza che sa di torrente e legno marcio mi spiffera le orecchie a fil di corrente dalla laguna, poi muore a Malamocco o Micene... apro gli occhi, ridestato, sognavo o ero sognato...? 

La finta torre Grenfell – metto volutamente la t di torre in minuscolo – ospitava la rappresentanza eletta e qualificata dei poveri-belli di tutto il mondo occidentalizzato che scelgono Londra quale Babele, i poveri vulcanizzati da pseudopoveri, gli ultimi ascesi con subliminale victory al rango di penultimi... [Appunti per una tragedia sostenibile]

...le letterature sono fari costieri, illuminano il tempo d'un cerino, senza risolvere le rotte, poichÚ le navigazioni son passaggi imprevedibili, obbligati come la vita tra onde cupe, prima dell'alba, nei porti.

Francesco Maino
Francesco Maino appunti per una tragedia sostenibile

Appunti per una tragedia sostenibile

Riporto lo stralcio, recuperato oggi, nel tempo stanco, e non senz'ambascia – mentre scrivo ho la pressione bassa, mi vortica lo capo se guardo abbasso – sarà che iersera mi son fatto sedurre dal tris... [...]
Veneto Vermont Francesco Maino

Il veneto Vermont

Ieri, mentre votavano i piccoli demi del veneto Vermont, la parte ottusa del meriggio l'ho vissuta alla Piave ‘de Saletto, in contrada Breda, non lontano dalle risorgive del Meolo, fiume fanciullo, si direbbe,... [...]

Il futuro Ŕ ieri

“Poi nove giorni fui trascinato, alla decima notte all'isola Ogigia m'avvicinarono i numi, dove Calipso vive, riccioli belli, tremenda dea della parola umana. Ella m'accolse e curò. Ma perchè lo... [...]
Ombre Rosse Francesco Maino

Ombre rosse

[…] le copernicane 12.54 del trentesimo giorno d'aprile, 2 mila e 17-diciassette annualità dopo la prematura scomparsa del massimamente misericordioso Emmanuele di Nazareth נצרת... [...]
La giovinezza degli eroi Francesco Maino

La giovinezza degli eroi

[…] Ieri sera, dopo il futbol della Giubentus, una bellissima parola latina che ci rimanda a gioventù, la giovinezza della Bella Italia... alternativamente: o piadineria partenopera di Pordenone o energia... [...]
Francesco Maino I primi attimi delle parole

I primi attimi delle parole

Mediterraneo, penso, ad alta voce, Me-di-ter-ra-ne-o, i primi attimi delle parole, i più belli sono quelli sillabati dai bambini, mi son preso questo appunto, a matita, sul retro di una busta mai imbucata,... [...]